Parental Control

Cosa sono i sistemi di Parental Control? Secondo voi sono efficaci?

(Lucia, madre di una ragazza di 11 anni)

Prima di rispondere alla domanda, un breve cenno su cosa sia il Parental Control, chiamato talvolta “filtro genitori” o “filtro famiglia”.

 

Si tratta di una serie di applicativi (software, applicazioni o, più semplicemente, funzioni integrate in specifici dispositivi) che permettono di effettuare un controllo di ciò che un bambino (o comunque un ragazzo non ancora maggiorenne) fa con quel determinato applicativo e/o dispositivo. Le funzioni del parental control, da verificare in base all’applicativo o dispositivo utilizzato, vanno dalla cronologia delle attività svolte (filmati visionati, siti visitati, azioni effettuate, ecc.) a blocchi preventivi che non consentono di visionare determinati contenuti. L’esempio tipico è il parental control attualmente integrato in vari dispositivi televisivi che, in base alle impostazioni definite dal genitore, evita di imbattersi in contenuti inappropriati (solitamente etichettati con bollino rosso), in specifici orari o nell’intera giornata. Gran parte dei dispositivi per la navigazione in rete, sia a livello hardware (computer, smartphone, tablet), sia a livello degli applicativi utilizzati (browser, motori di ricerca, antivirus, ecc.), hanno varie funzioni per rendere più sicura la connessione ai minori.

Un punto va certamente sottolineato: il dotarsi o l’attivare il parental control non deve mettere in secondo piano l’importante azione preventiva svolta da una corretta educazione circa il modo di essere, agire e comportarsi online e dal dialogo fra genitori e figli anche sul tema Internet. Qualsiasi sistema di parental control, infatti, blocca il risultato di un’azione, la visualizzazione di un filmato, la navigazione all’interno di un sito, ecc., ma non mette un freno alle intenzioni degli utenti, grandi o piccoli che siano. Inoltre, il parental control non è infallibile, soprattutto laddove, dietro siti web dalla facciata innocua, si annidino persone dalle intenzioni losche, che però sanno come “evitare” i sistemi di sicurezza.

Ciononostante, attivare le funzionalità dei vari parental control disponibili nei vari dispositivi e applicativi con cui interagisce il minore è opportuno e consigliato, se non altro per limitare il rischio di entrare in contatto con contenuti esplicitamente non adeguati e offensivi.

Bisogna sottolineare però che tutto ciò funziona se il genitore imposta adeguatamente le funzionalità (per quanto riguarda il livello di sicurezza, gli orari, ecc.), ma soprattutto per quanto concerne la password, che è opportuno non venga comunicata al minore e sia difficile da individuare.

Un aspetto sollevato dall’interrogativo inviatoci dal genitore riguarda l’efficacia del parental control. Ebbene, come accennato in precedenza, difficilmente sono efficaci al 100% (ovvero riesce ad eliminare qualsiasi contenuto non adeguato), come ben mostrato nel sito http://www.ilfiltro.it/. Un suggerimento che però possiamo dare è di attivare più filtri, in modo tale che l’eventuale contenuto non riconosciuto da un sistema, possa essere riconosciuto dagli altri. Per fare un esempio, già i provider Internet offrono la possibilità di attivare funzioni per la navigazione sicura dei bambini; se a queste si aggiungono le funzioni di controllo parentale dei dispositivi (ad esempio il tablet utilizzato dal bambino) nonché quelle disponibili nei browser per la navigazione, è possibile che si aumenti sensibilmente la percentuale di contenuti che vengono filtrati nei vari passaggi.

Dott. Elvis Mazzoni – Ricercatore

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